Nicolas (http://tecfa.unige.ch/perso/staf/nova/blog/2007/05/08/command-line-as-the-future-of-interface/) riporta alcuni stralci di Donald Norman, realtivamente al futuro dell’interazione HCI:
[…] Donald Norman points towards the command line, as an interesting metaphor:
“What is to replace the GUI? Ah yes, journalists are constantly asking me that question, hoping I will speak of virtual reality implants by which we fly effortlessly through hyperspaces, finding just the items of interest, then immediately packaging and caressing them to do our bidding in reports, diagrams, and instant insights of wisdom. Well, the answer is much simpler, and it’s already here: search. The real surprise, though, is that search engines have evolved into answer engines, controlled through a modern form of command line interface.
(…)
Even though these three services are called search engines, they are in fact becoming answer services controlled through their command line interfaces. The control language seems more ad-hoc than systematic, and the language forms are still spotty and idiosyncratic, but it is nevertheless a form of command line interaction
(…)
GUIs were—and still are—valuable, but they fail to scale to the demands of today’s systems. So now command line interfaces are back again, hiding under the name of search. Now you see them, now you don’t. Now you see them again. And they will get better and better with time“
The main reason he mentions for that is flexibility (â€They are tolerant of variations, robust, and exhibit slight touches of natural language flexibilityâ€).
Questo ritorno dell’interfaccia testuale, dopo l’evoluzione dai comandi shell alle metafore di Windows ed ai desktop tridimensionali, non stupisce chi sulla tastiera ci passa le giornate: dal “semplice†cut&paste alle scorciatoie delle varie applicazioni, all’autocompletamento nel word processor, le modalità di interazione tramite tastiera sono molto diffuse.
Più raro trovare siti web con gli access key attivi… ancora più rare le applicazioni ajax che si basano sulla tastiera come principale meodo di input.
Nel lungo peregrinare alla ricerca del sistema GTD perfetto (solo un’altra scusa per procastrinare, ad essere sinceri) sono incappato in Remember The Milk.
A parte le considerazioni sulla sua efficacia in termini di gestione delle liste di attività (con l’integrazione con Google Calendar, Outlook 2007, Netvibes ed amenità varie), mi ha colpito l’uso estensivo delle scorciatoie via tastiera: è sufficiente premere “T†(task), iniziare a digitare l’attività , “INVIOâ€, “D†(Due) ed immettere la data… e via, per immettere le etichette, la priorità eccetera. Stupito dalla semplicità e velocità che caratterizzano tale soluzione (risulta più veloce di Outlook, nella maggior parte dei casi !) ho cercato altri modi per sfruttare i comandi via tastiera.
Per questo motivo ho rispolverato AutoHotkey. Ho spesso utilizzato spesso questa applicazione
per creare GUI e macro per semplificare la cattura e l’invio di dati da pc remoti, nel corso di alcune ricerche… Al Cyberlab, ad esempio, appena conclusa una sessione sperimentale, uno scrpit crea una copia di backup dei dati raccolti, ferma la registrazione di Audacity, esporta il file audio, rinomina il tutto, lo carica su DropSend e mi invia un’email di conferma.
Questo strumento è così flessibile (e poco avaro di risorse) da semplificare parecchio la vita, nell’esecuzione di task ripetitivi, o per creare un unico comando che esegua più azioni: una routine che utilizzavo solitamente durante il mio soggiorno a Gatineau, ad esempio, consisteva nello scaricare le email, aggiornare i feed, selezionare i 10 più recenti, copiarli ed incollarli in Word, stampare il tutto, sospendere il notebook… Il tutto mentre lottavo per accedere al bagno (gioie e dolori della condivisione).
Ancora più semplice (sebbene meno flessibile) è Launchy: permette di avviare le applicazioni installate, aprire i file e, con i plugin disponili, aprire pagine web, o aprire il client email (o Gmail) con l’indirizzo del destinatario già inserito.
Una gran comodità , per chi come me è pigro per definizione: basta cercare applicazioni nel menu avvio, o quel documento su cui stavo lavorando, salvato sul desktop… Un trick utile consiste nel creare una directory contenente i file .lnk che puntano ai file che ci interessano (anche se dispersi nelle cartelle), e settare Launchy per indicizzare anche quella cartella. Tutto questo (e molto di più) lo fa anche Google Desktop, molto più esigente in termini di memoria e processore (per quello che ho visto sul mio laptop, almeno).
In questi giorni sto valutando anche Enso.
A differenza di Launchy, permette anche di spostarsi tra le finestre (ed i tab di Firefox), di fare semplici manipolazioni del testo (cutpaste, Upper e Lowercase). Risulta comoda la possibilità di “insegnare†ad Enso nuovi comandi (associando all’hotword OPEN il collegamento selezionato).
L’utilizzo della tastiera per interagire con il pc credo sia una valida alternativa per quelle operazioni che richiederebbero parecchi passaggi con il mouse… Per fare un’analisi “keystroke level†grossolana: per aprire il file “Campione.docx†nella cartella “Esperimento 2†sul mio desktop usando il mouse dovrei: raggiungere l’icona “Desktop†nella barra di avvio veloce (sempre che sia attiva), dopio click sulla cartella Desktop per aprirla, e poi iniziare a scorrere l’elenco, trovare il file e fare doppio click per aprirlo. Con Launchy, ALT+Spazio, iniziare a digitare “esp…†freccia Giù, perché è la seconda cartella dell’elenco, premere invio, digitare in Esplorare Risorse “caâ€, e poi invio. Più rapido, IMHO.
Resta da esplorare cosa questo significhi per l’evoluzione della HCI.
E voi, che ne pensate ? Utilizzare le scorciatoie da tastiera ? O siete mouse-dipendenti ?